martedì 10 gennaio 2012

Un anno di Sfilatini

Prendete un motore di una moto, mettetelo su un telaio con quattro ruote, “togliete” peso ed avrete uno Sfilatino. A parte la prova finale,questa categoria, che non partecipava per la classifica assoluta, è stata per pochi intimi.

A Franciacorta si trovano in quattro, ma lo spettacolo valeva il prezzo del biglietto. Leogasp vince la prima prova su Westfield Hayabusa. Dei testimoni giurano di averlo visto con il volante dritto, ma noi non crediamo minimamente alla cosa: era un traverso dietro l'altro. Molto più plausibile la presenza aliena nell'Area 51. La Fisher Fury di Wirestriker la troviamo al secondo posto. Mika The Flying Finn (Westfield Megabusa) va a podio, poi si trasferisce in Cup e lo incontreremo più avanti. Quarto Losna (Westfield Megabusa), questo sarà il suo migliore risultato.

Losna in azione a Franciacorta.

A Magione solo tre Sfilatini presenti. Leogasp di nuovo primo e Wirestriker secondo. Debutto e terzo posto per Obruno (Westfield Megabusa). Tutti e tre sono scesi in pista durante il diluvio, da veri possessori di Motomacchine.

Due partecipazioni per Obruno e due podi.

Alla bella pista di Rijeka Leogasp preferisce le coste del Mediterraneo e la vittoria va a Nikevo (Mac Worx 10r), partecipazione spot la sua. Trentaquattro centesimi hanno separato Wirestriker dal primo posto. Magari con una quinta un pò più lunga sarebbe stato diverso. Unica partecipazione per Ludo (Fisher Fury), nonostante un fuori programma durante il primo turno, podio per lui. Baldo e la sua Ariel Atom si sono fermati al quarto posto. Solo qualche giro per Aldo (Mac Worx 10r). Un cordolo andava a svitargli il tappo dell'olio: Challenge finito. A Varano rientrerà, ma con l'acqua lo Sfilatino rimane ai box.

Veni, Vidi, Vici. Nikevo l'Imperatore.

Ad Adria gli iscritti sono in un numero decente: sette. Ritorna Leogasp e lo fa a modo suo, primo posto davanti ad Obruno. Wirestriker toglie le radici dal secondo gradino del podio e si classifica terzo. Ad Adria debutta con gli Sfilatini, dopo due partecipazioni in Gentleman, Merlu (Fisher Fury): quinto posto per lui. Rivediamo in pista anche Mika The Flying Finn e Losna, rispettivamente quarto e sesto. Unica presenza sulla pista rovigiana per Andrea75bo (Westfield Honda).

Terza partecipazione e terza auto per Merlu.

Boom di iscritti a Varano per gli Sfilatini: quindici e tredici effettivi in pista.
Vittoria al debutto per Dario Margutti e la sua Caterham SuperLigth 120. Leogasp (Road Runner SR- 1) abdica. Vettura nuova e zero feeling sotto l'acqua lo fermano al secondo posto. Terzo troviamo il debuttante Stefano Croci (Caterham R5 00). Ottimo quarto posto per Merlu (MK Indy Hayabusa), quattro partecipazioni e quattro auto diverse usate in due classi differenti: un record! Abituato a vederlo in Open, Cecio si presenta a Varano con la Caterham R 300. Tanti iscritti a questa prova perché molti hanno debuttato a Varano, andiamo a vedere chi sono. Victor Prati (Caterham R500) al quinto posto, Alimax (Caterham Blackbird) 7°, Luciano Taschini (Caterham R 500) 8°, Alessio Cesare (Caterham R 500) 12° e Francesco Nessi (Fisher Fury Honda) 13°.

Debutto bagnato e vincente per Dario Margutti .

Pochi intimi negli Sfilatini e Leogasp rullo compressore. Vedremo il prossimo anno cosa succederà, noi intanto andiamo a vedere la classifica finale di classe.

1° Leogasp 35,20
2° Wirestriker 26,10
3° Mika The Flying Finn 12,09
4°Merlu 5°Dario Margutti 6°Obruno 7°Nikevo 8°Stefano Croci 9°Victor Prati 10°Losna 11°Alimax 12°Ludo 13°Luciano Taschini 14°Cecio 15°Baldo 16°Alessio Croce 17°Aldo 18°Andrea75bo 19°Francesco Nessi.

Ora interviste di rito ai primi tre classificati.

Ecco un Leogasp a cuore aperto
-Quattro partecipazioni tre vittorie, primo di classe, è mancato il poker, forse solo per l'acqua di Varano, soddisfatto di come è andata?
Assolutamente si. Ma se le prime 3 tappe sono state relativamente facili da portare a casa, l'ultima tappa è stata in assoluto la più difficile ma anche la piu bella. Dopo un primo turno disastroso sia come sensazioni alla guida che come tempi, dovevo migliorare. Mi sono dovuto inventare qualcosa, ho modificato la macchina secondo quanto pensavo fosse giusto (non avendo ancora molta esperienza con la SR1) ma anche modificare il mio stile di guida abituato ad una distribuzione di pesi diversa, quale quella della Megabusa; è stata una vera sfida con me stesso. Il terzo turno è stato memorabile, nonostante la pioggia battente sentivo che andavo più veloce (non avevo racechrono stavolta con cui confrontarmi) e dentro di me sapevo che avrei dovuto girare forte per tutto il turno per raggiungere un buon obbiettivo. E cosi alla sera, quando Franco mi ha fatto 2 con le dita, poco prima delle premiazioni, ho sorriso; avevo vinto la sfida con me stesso arrivando secondo, sul filo dei decimi, e tutto in un solo turno e sotto l'acqua. Davvero una bella soddisfazione.
-Sicuramente chi ha assistito al Challenge è rimasto soddisfatto dello spettacolo che gli Sfiatini regalano, e guidarli com'è?
Questa domanda potrebbe farmi scrivere un libro, ma cercherò di concentrare il tutto. E' necessario premettere che non ho mai trovato una kitcar uguale all'altra, anche se della stessa marca, perché le variabili in gioco sono tante e le sensazioni di guida cambiano in base al peso ed al setup della macchina; in pratica non crediate che una paciosa DAX da 750kg sia uguale a una Westfield Megabusa da 440 con setup corsaiolo. Quindi, le osservazioni personali che seguono sono riferite al 2° tipo di kitcar, leggera e con un setup corretto. Partendo da questi presupposti e contrariamente a quanto si crede, guidare uno sfilatino è facile. Sono molto intuitivi, hanno reazioni controllabili e, se la distribuzione dei pesi e la seduta sulle ruote posteriori aiuta a sentire e correggere la perdita di aderenza al posteriore, la poca inerzia, dovuta al peso, aiuta nelle altre situazioni come la frenata o la correzione di errori. Certo, dall'altro lato manca totalmente l'elettronica e quindi tutto è nelle mani del pilota, ma trovo sia questo il bello; abituati come siamo ad automobili che fanno quasi tutto da sole, guidare uno sfilatino è ritornare all'essenza della guida, a quel rapporto diretto fra l'asfalto e il volante, fra te e le ruote. Quello che non è facile è trovare il limite della macchina, ed è proprio questo che mi piace, diventa una sfida fra te e lei. E' cosi che, una volta in pista, ci si trova davvero a dover re-imparare a guidare, a trovare il proprio limite in frenata, in percorrenza di curva, a cercare e trovare quella "armonia di guida" fra te, la macchina e le curve che ti fa divertire e girare sempre più veloce, regalandoti sensazioni incredibili. Se poi vogliamo aggiungere una ulteriore emozione data dal motore da moto e dei suoi 12000/13000 giri, credo non si possa trovare di meglio, per chi vuole emozionarsi al volante.
-Un aggettivo per descrivere il Challenge
Il mio Challenge? Sicuramente emozionante ma anche metamorfico. Se all'inizio ero contento di vincere, e facilmente, alla lunga mi sono reso conto che cominciava ad essere troppo scontato e che preferivo un po di sfida in più, considerando che nulla c'è in palio per chi vince. E' per questo che a Luglio ho pensato di correre con una vettura meno potente della Megabusa compressata e ho cercato una sostituta. Visto quanto successo a Varano, ho fatto bene! Vedremo il prossimo anno quale sarà la scelta.. :)

Con Leogasp in pista non ci si annoia.

Ora il Wirestriker pensiero
-Presente a tutte le prove del Challenge e, a parte a Varano sempre a podio, contento della prestazione?
Contentissimo! Il Challenge è il trofeo più economico che esiste, e devo dire che ho applicato questa regola alla lettera: per partecipare a TUTTE le gare ho speso praticamente NIENTE: la macchina è senza dubbio la più "povera" di tutto il circus e grazie alla sua semplicità (ponte rigido, tamburi posteriori e differenziale non autobloccante) non ha avuto bisogno ne' riparazioni ne' revisioni: solo benzina, olio (1kg a data, il motore comincia a risentire della vecchiaia) e 2 gomme posteriori.
Battere Leogasp sarebbe stato impensabile, la sua Rotrex e il suo piede incosciente sono davvero un' accoppiata imbattibile, sono davvero soddisfatto di essere arrivato spesso alle sue spalle mettendomi dietro qualche volta auto molto più cavallate della mia.
-Quale pista è riuscita a far esprimere al meglio la tua Fisher Fury?
Sicuramente è una macchina che adora le piste "corte". Varano con le chicane strette mette in risalto la leggerezza della macchina e la relativa maneggevolezza e accelerazione. Anche se una pista velocissima come Rijeka con il suo asfalto "adesivo" è riuscita a nascondere la tendenza scodinzolante del retrotreno. Peccato per i rapporti corti che mi facevano raggiungere scenograficamente il limitatore a metà dei rettilinei.
- Un aggettivo per descrivere il tuo Challenge
Uno solo? Impossibile, ce ne vorrebbero decine. Forse il più adatto potrebbe essere "sovrasterzante".

Wiresrtiker e la sua Fury.

E Mika The Flying Finn cos'ha da raccontarci? Andiamo a leggerlo.
-Tre partecipazioni, un podio e terzo posto finale, come giudichi questa esperienza?
Entusiasmante, se consideri che fino all'inizio del 2010 non avevo mai nemmeno girato in una pista. A parte l'adrenalina che ti dà uno sfilatino quando abbassi la visiera, sono orgoglioso di essere entrato a far parte di un gruppo di pazzi furiosi che però ti lasciano dentro qualcosa in più della partecipazione ad un semplice trackday. E poi riesco anche ad avere delle foto meravigliose della mia macchina in pista e "agggggratisss"!
-Il prossimo anno rifarai il Challenge?
Puoi giurarci, l'anno prossimo sarà durissima visto l'incremento di partecipanti che ha avuto la nostra categoria. Sto già lavorando per migliorare la macchina, visto che migliorare il pilota la vedo dura!
-Un aggettivo per descrivere il tuo Challenge
Appagante.

Mika: The Flying Finn, qua in versione “Acqua di Varano”



Testo: Grantuking
Foto: Grantuking

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